Presentazione del volume Wonderland. Mercoledì 29 Novembre ore 17:45

 

 

MERCOLEDI’ 29 NOVEMBRE ORE 17:45 – L’ultimo incontro del mese è dedicato alla presentazione di “Wonderland. La cultura di massa da Walt Disney ai Pink Floyd” (Laterza 2017) di Alberto Mario Banti, professore ordinario di storia contemporanea presso l’Università di Pisa.

Insieme all’Autore e con la partecipazione di Franco Farina, docente di teatro presso il Teatro Verdi di Pisa si discuterà dell’industria culturale americana che – nel corso degli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso – si è costruita e imposta come una vera e propria ideologia. Da una parte la “cultura di massa” con le proprie narrazioni mainstream e i propri generi e dall’altra la cosiddetta “cultura alternativa” generata dal pensiero e dall’azione di giovani inquieti e identità controcorrente.

Verranno messe in luce le caratteristiche della cultura “underground” attraverso esempi tratti dal cinema e dal successo della musica rock.

Una ricerca che inizia da un anno preciso – il 1933 – e da un elemento ben definito, il cartone animato dei “Tre Porcelli”, realizzato e prodotto da Walt Disney. Un prodotto nata e considerato universalmente per bambini ma capace di contenere e utilizzare strumenti narrativi importanti e di futuro successo.

Un cartone animato che narra la storia di una comunità tranquilla e armonica, sconvolta all’improvviso dall’arrivo di una presenza minacciosa capace di generare paura e sconcerto. Ma la minaccia non può vincere: la storia infatti si conclude con un lieto fine, consolatorio e rassicurante.

Nello stesso periodo si sviluppano altre declinazioni della cosiddetta cultura di massa, soprattutto nel campo della popular music . Ecco sorgere e svilupparsi il blues, il country e il folk: tutti generi autonomi ma accomunati da modelli narrativi totalmente diversi da quelli mainstream. Le tematiche principali infatti hanno spesso al centro racconti di emarginazione, violenza e uomini e donne destinati a vivere storie infelici.

Gli strumenti principali di diffusione della cultura di massa sono il cinema (le grandi produzioni hollywoodiane), la radio e la televisione.

La seconda parte del volume attraversa gli anni Cinquanta, arrivando fino agli anni Sessanta ed è dedicata al fenomeno della controcultura che trova la sua più completa espressione nella musica rock. Nel volume vengono citati Bob Dylan, i Beatles e i Pink Floyd.  Intorno al rock si forma inoltre un ampio sistema controculturale che raggiunge il “nuovo cinema” hollywoodiano con Easy Rider e il Laureato, fino ad arrivare alle nuove forme della programmazione televisiva.

La controcultura si dissolverà a partire dalla metà degli anni Settanta permettendo alla cultura di massa mainstream di rinnovare la sua egemonia.

Un libro che, con l’utilizzo di un linguaggio efficace, permette al lettore di avere un’idea chiara sul tema, offrendogli spunti interessanti per ulteriori approfondimenti.

Cercheremo di capire con l’Autore e Franco Farina se le storie che hanno caratterizzato la cultura di massa esercitino ancora oggi un impatto sulla società contemporanea.

Alberto Mario Banti, storico e docente italiano, dal 2001 è professore ordinario di storia dell’età contemporanea presso l’Università di Pisa, dove svolge una intensa opera di ricerca storica, collaborando con diversi dipartimenti della facoltà di lettere e filosofia, in particolare con il dipartimento di Civiltà e Forme del Sapere. 

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